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Il Giubileo nella storia

Interno basilica di san pietro.

GENESI E RITI DELL’ANNO SANTO

Siamo alle porte dell’Anno Santo. Il 2025 infatti, sarà l’anno del Giubileo indetto da Papa Francesco dal motto Peregrinate in Spem.

Ma perché il Giubileo viene detto anche Anno Santo? La motivazione sta nei precisi riti sacri che ne sanciscono lo svolgimento, ma soprattutto perché durante la partecipazione il fedele coglie la santità di Dio e con essa la possibilità di santificare anche la propria vita.

Scopriamo insieme la genesi e quali sono i riti che lo caratterizzano.

Le origini del Giubileo

Nonostante ad oggi il giubileo sia una tradizione profondamente radicata nella cultura cattolica esso ha origini ben più antiche del Cristianesimo.

Il termine giubileo deriva infatti da yobel, il corno d’ariete suonato dagli ebrei per dare inizio al loro periodo giubilare che si ripeteva ogni cinquant’anni al termine di un ciclo di sette anni sabbatici, in ebraico shemittah, e che consisteva in un anno di riposo per le terre messe a coltura, nella liberazione degli schiavi e nella restituzione delle terre confiscate.

Sebbene tutt’oggi molti ebrei in terra di Israele seguano ancora le leggi legate agli shemmitah, il giubileo non ha più avuto luogo poiché nella Torah è scritto che la sua celebrazione può avvenire solamente quando tutte le tribù del popolo prescelto siano stanziali in Terra d’Israele e perciò dopo l’esilio delle Tribù di Gad, Ruben e Manasse la ricorrenza è stata abbandonata.

Il Giubileo nella tradizione cristiana

Dalla tradizione ebraica arriviamo alla tradizione cristiana quando nel 1300 Papa Bonifacio VIII decide di indire il primo giubileo della Chiesa di Roma, evento dove verrà concessa l’indulgenza plenaria a tutti i fedeli che si recheranno in pellegrinaggio a Roma per rendere omaggio alle sacre spoglie dei Santi Pietro e Paolo.

Questa iniziativa nasce non per spontaneo volere del Papa, quanto come conseguenza dell’afflusso di pellegrini a Roma alla fine del 1299.

Papa Bonifacio VIII

Bonifacio decide così di seguire l’esempio di suoi illustri predecessori e dare vita ad un evento che avrebbe inglobato e normalizzato un movimento di spiritualità popolare che in quegli anni muoveva le genti di tutt’Europa.

Già nel 1294 Celestino V aveva concesso la Grande Perdonanza a tutti coloro che avrebbero visitato la Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila.

Questa iniziativa seguiva quelle di Papa Onorio III, che esaudì la richiesta di San Francesco concedendo l’indulgenza a chiunque avesse visitato la Porziuncola i primi di agosto di quell’anno. Fu invece Callisto II che diede il suo benestare nel 1122 per celebrare il giubileo a Santiago de Compostela ogni qualvolta la festa di San Giacomo cadeva di domenica. Bonifacio VIII è quindi il fautore di una cerimonia prescrittiva più regolarizzata, ma che avevi i suoi natali in iniziative territoriali e sporadiche originate nei secoli precedenti.

Ogni quanti anni si svolge il Giubileo

mani che tengono un rosario.

Se inizialmente viene stabilito che il giubileo abbia luogo ogni cento anni, Clemente VI ne determina la cadenza cinquantennale per permettere ai fedeli di parteciparvi almeno una volta nella vita.

Nel 1389 Urbano VI stabilisce che il giubileo si celebri ogni trentatré anni per richiamare gli anni di vita terrena di Gesù.

È solo con Papa Paolo II nel 1475 che il giubileo avrà luogo definitivamente ogni venticinque anni, non dimenticando però i giubilei straordinari che possono avere inizio in date particolari a seguito di momenti complicati per il mondo o per la Chiesa.

Il rito che apre il Giubileo

il papa apre la porta santa.

L’anno giubilare ha inizio la Vigilia del Santo Natale quando a Roma vengono aperte le porte sante delle quattro basiliche più importanti ossia San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo e Santa Maria Maggiore.

La Porta della Basilica Vaticana veniva originariamente aperta durante una cerimonia che prevedeva il trasporto del Papa su di una sedia per poi essere lasciato davanti all’entrata murata che il Pontefice avrebbe colpito tre volte con un martelletto d’argento, recitando in latino una formula. Un cardinale colpiva successivamente la porta per due volte che veniva così definitivamente aperta. Il Papa entrava per primo portando con sé una candela nella mano sinistra e nella destra una croce.

Con Giovanni Paolo II la cerimonia è stata snellita e al Papa è stato dato il compito di aprire solamente i battenti della porta, questo dovuto anche all’incidente che era avvenuto all’apertura della porta nel dicembre 1974, quando Paolo VI era stato sfiorato da alcuni calcinacci.

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