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Dante
Medaglia in Bronzo

Dante

Medaglia in Bronzo

Per commemorare il 700° anniversario della morte del Sommo Poeta Dante Alighieri (1321-2021).


Dante Alighieri

Il volto del Sommo Poeta

L’aspetto fisico dell’artista ci è noto soprattutto grazie alla descrizione che Boccaccio ne fa nel suo “Trattatello in laude di Dante”. Il Poeta è così descritto: “Dante Alighieri era di statura media, ma la vecchiaia l’aveva reso curvo. Il volto lungo, gli occhi grandi, il naso aquilino, il labbro inferiore sporgente rispetto al superiore e mascelle pronunciate. Scuro di carnagione, aveva folti capelli neri e una barba ispida. Andava vestito sempre in modo distinto e adeguato alla sua età.

Padre della lingua italiana

È tuttora considerato il padre della lingua italiana anche per i molti cosiddetti neologismi da lui creati. Dovendosi mettere in relazione con un argomento delicato e quasi inesplorato come la narrazione di un viaggio attraverso l’aldilà che termina con l’arrivo nel Paradiso, luogo di beatitudine e santità, il poeta fiorentino si trovò a coniare termini nuovi che gli servissero come mezzi appropriati per descrivere la sua esperienza ultraterrena.

L’opera fa parte della collezione Il Triennio dei Grandi Artisti, realizzata in onore dei centenari delle morti di Leonardo Da Vinci, Raffaello Sanzio e Dante Alighieri.

La medaglia ha inciso sul fronte il volto di Dante Alighieri e sul retro un’incisione tratta da un disegno dell’artista Felipe Alarcón Echenique: Dante si incammina guidato da Virgilio, quand'ecco pararsi davanti a loro una porta sormontata da una scritta terrificante "lasciate ogne speranza, voi ch'intrate": è la porta dell'Inferno e Virgilio, per infondere coraggio a Dante, lo prende per mano e lo introduce nel mondo delle tenebre eterne.

L’incisione rappresenta proprio questo momento, raffigurando Virgilio e Dante in procinto di entrare nell’Inferno attraverso una grande porta sulla quale è poggiato Lucifero, nell’atto di osservarli. 

La medaglia è il frutto dell’unione di un’illustre tecnica artigiana coniugata all’antica tecnica della fusione del bronzo a cera persa che permette di rendere ogni bronzo unico e diverso dagli altri e ogni proprietario custode di un’Opera pregiata per materiali e tecnica artigianale di esecuzione.

La fusione a cera persa

Tutto comincia nello studio dell’artista, il quale prepara un disegno dell’Opera con l’utilizzo del carboncino, da cui si prenderà spunto per realizzare un primo modello con la creta; da quest’ultimo si otterrà un modello identico in gesso, che sarà quello che verrà inviato alla fonderia. Lo stesso modello in gesso sarà utile per realizzare un ulteriore modello in silicone, e successivamente in ceramica.

Il modello refrattario viene poi collocato all’interno di un forno ad una temperatura di 750° per una durata pari alla perfetta cottura del materiale ceramico, così come una perfetta eliminazione della cera; essa si fonde completamente all’interno del materiale refrattario, donando così il nome alla tecnica: cera persa.

Il passaggio seguente consiste nel colaggio: il bronzo viene fuso a 1.200° e versato nel modello ceramico, ottenendo così la riproduzione in bronzo del modello originario. L’opera terminata viene poi pulita e levigata per poi sottoporla al processo di patinatura protettiva e colorazione del bronzo, donando così il tocco finale al manufatto, rendendolo un oggetto unico e prezioso nel suo genere.

Un'opera Unica

Dante, Medaglia in Bronzo

Oppure

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