V Centenario del Grande Genio 

Leonardo

 

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L’opera vuole accostarsi alla figura di Leonardo da Vinci attraverso un’angolazione insolita, in modo tale da consentire all’osservatore di collocarsi in una dimensione atemporale, divenendo quasi, egli stesso, testimone oculare delle vicende che hanno caratterizzato la vita del Grande Genio.  Ogni incisione ritrae Leonardo in uno status realisticamente traslato, tale da percepirne il dato psicologico, intimo, ma anche storico dell’evento.


Sei tavole costituiscono il corpus dell’edizione e ritraggono Leonardo in un ambiente presumibilmente ad egli consono, sia per gli aspetti formali, atmosferici e descrittivi degli elementi che lo circondano, sia per l’intensità emozionale che dalle espressioni del Genio trapelano e che, nel loro insieme, diventano la peculiarità fondamentale delle intenzioni artistiche di un’opera che vuole superare i limiti meramente ritrattistici per penetrare più profondamente l’appassionante mondo leonardesco.

Nella prima incisione è raffigurato su un’ipotetica impalcatura nel refettorio di S. Maria delle Grazie a Milano, impegnato nell’impresa pittorica del Cenacolo più famoso al mondo. Accanto gli è un giovanissimo assistente assorto nella macinazione dei pregiati pigmenti.

Nella seconda incisione è raffigurato ancora Leonardo artista, impegnato a risolvere enormi difficoltà nel tentativo di realizzare l’imponente monumento equestre bronzeo per Ludovico Maria Sforza, detto il Moro ma che, purtroppo, non riuscì a portare a buon fine e del quale restano infiniti fogli di progetti e varianti, che testimoniano, se mai ve ne fosse bisogno, la sua infinita ostinazione e arditezza.

Il mondo delle invenzioni di Leonardo ci appare attraverso due incisioni che trattano separatamente gli studi e i progetti inerenti al volo e alle attività belliche; il volo, a cui Leonardo tanto studio ha dedicato, è qui rappresentato attraverso l’episodio dell’esordio del Grande Nibbio, pilotato dall’ assistente del Nostro Genio, tal Tommaso Masini detto “Zoroastro”, che però finì il suo volo rovinosamente ai piedi del monte Cecero.

Nella quarta incisione è raffigurato Leonardo nel tentativo di illustrare le proprie competenze e le conseguenti invenzioni rivoluzionarie nell’ambito dell’ingegneria bellica allo stesso Moro.

La quinta incisione è dedicata a Leonardo architetto-filosofo, con le sue intuizioni straordinarie sugli equilibri insiti nella natura, di cui è sintesi l’Uomo Vitruviano. É accanto a questo suo teorema che viene collocato il Modulor di Le Corbusier, traccia anch’essa indelebile dell’assoluta imprescindibilità, ancora nella nostra contemporaneità, degli studi architettonici di Leonardo.

L’ultima incisione descrive la sua attività più “oscura”, secondo i suoi contemporanei: lanatomia.   I suoi studi di anatomia necessitavano della vivisezione di cadaveri, che doveva procurarsi con metodi spesso illegali, ma che comunque, al di la delle valutazioni morali e legali, rimangono pietre miliari per la conoscenza del corpo umano sino ad oggi. Eccolo, dunque, concentrato nella sua attività di indagine chirurgica nel suo laboratorio, nelle ore della notte, al lume di lanterne e lontano da occhi indiscreti.  Il suo obiettivo era comprendere tutto degli impianti venosi, della struttura muscolare, dei legamenti e delle ossa per poi tutto trasformare in disegni straordinari, non solo per bellezza ma ancor di più per la puntigliosa precisione scientifica.


In copertina è presente un bassorilievo in simil-bronzo, raffigurante il profilo del Grande Genio, contornato da una frase, incisa a mano dall’artista: si tratta una dedica, ad egli rivolta, da parte di Giorgio Vasari, altro grande artista del Rinascimento italiano. Il nome del Vasari è legato in modo indissolubile a “Le Vite”, una serie di biografie nelle quali egli racconta il vissuto dei più eccellenti pittori, scultori e architetti vissuti tra il IV e il V secolo.

La dedica, estrapolata dal libro, così recita:

Con la liberalità sua raccoglieva e pasceva ogni amico povero e ricco, pur che egli avesse ingegno e virtù. Egli con lo splendor dell’aria sua, che bellissima era, rasserenava ogni animo mesto.”


CARATTERISTICHE TECNICHE
  • Cartella completa di 6 incisioni calcografiche su foglio intonso Magnani di Pescia.
  • Cartella generale a tre lembi con testo a fronte, colophon su retro e all’interno, breve traccia esemplificativa della tecnica calcografica usata.
  • Ogni incisione è custodita da una sottocartella con testo a fronte.
  • Bassorilievo in simil-bronzo con patina oro antico ossidato verde.
  • Dimensioni 500 mm x 350 mm.
  • Timbro a secco Patrimoni d’Arte.
  • Peso medio: 2,5 kg.
  • Tiratura: 49 esemplari + 6 ad personam con foglio autografo studio a sanguigna (omaggio personale dell’artista a Patrimoni d’Arte).
  • Espositore in plexiglas con magneti, realizzato in esclusiva per l’Opera, con la possibilità di esporre sia il bassorilievo che una delle 6 calcografie a scelta.

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